Press Clipping
05/30/2017
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Drapetomania

Da una parte Grey Filastine, producer di stanza a Barcellona, dall’altra Nova Ruth, vocalist neo-soul indonesiana. L’incontro di queste due realtà genera “Drapetomania”, concentrato di suoni che spaziano dall’elettronica più esplicita passando per il folk, sonorità etniche e parentesi più spiccatamente sperimentali. Un lavoro complesso, indigesto ma dal sapore inconfondibile e, lo ammetto, a tratti irresistibile proprio per questa sua complessità. Il disco poi, dodici i pezzi in scaletta, è frutto di un lavoro sperimentale già in partenza: per registrarlo infatti, Filastine e Nova si sono serviti di una serie di studi a dir poco insoliti. Si parla di una nave di legno in navigazione in pieno Oceano Indiano, di un villaggio nel mezzo del deserto del Sahara arrivando poi a toccare alcuni quartieri particolari di Brooklyn e Barcellona. Location esotiche, alcune a dir poco complicate, in cui Filastine e Nova hanno o fatti correre le loro drum machine, synth e un po’ tutto quello che gli è capitato sotto mano. Il risultato sono i dodici pezzi di cui sopra, una collezione di musica nomade per natura, da affrontare con una mente in stato di ricezione, giusto per godere di tutto ciò che fa di “Draopetomania”un lavoro così interessante, estremamente colorato e quasi figurativo, se mi passate il termine. Mi riferisco all’elettronica ansiogena di “Blockchainz”, alla melodia da ninna nanna “Senescence” fino alla etno-minimal di “Chatarreros”. Un unico beat costante, lisergico, dall’incedere sincopato, che in pochissimo tempo entra sotto pelle diventando cifra stilistica. Electro folk.

Filastine & Nova sono una combo riuscita, poco da aggiungere. Concettuali quanto volete, ma nemmeno così difficili da amare. La loro è una sinergia che crea tessuti elettronici che trascendono il genere senza colpo ferire e la conclusiva “Night X” in questo senso è più che significativa. Un pezzo che piacerebbe a uno come Bonobo, ma che non dispiace nemmeno a me. Manca forse un vero spunto melodico, questo va detto e un po' si sente, ma ce ne faremo una ragione.